Dai tre anni in poi, tutti, bambini, ragazzi e adulti, possono dipingere senza distinzione di condizione personale, età, lingua.
I bambini più piccoli nell'atelier di pittura sentono di possedere abilità e valenza specifiche.
Il gioco del dipingere e del tracciare è innato e i piccoli seguono un impulso irrefrenabile. Giocano con forme che scoprono di essere in grado di fare e questo dona loro un enorme piacere, la certezza di saper fare e di poter riuscire.
L'atelier diviene uno dei rari luoghi dove si pratica il gioco libero: chi è timido può sentirsi al sicuro e aprirsi, chi è più irrequieto può incontrare dei confini e tranquillizzarsi.
Gli adolescenti trovano un luogo dove nessuno giudica ciò che essi fanno sul foglio e con un gruppo condividono un'attività senza competizione, seguendo solo i propri ritmi.
Essi si sentono totalmente accolti e stimolati ad andare avanti e a impegnarsi. Il foglio non pone limiti, al contrario, accoglie un'illimitata possibilità di espressione del proprio essere.
Gli adulti hanno la possibilità di ritornare bambini e lasciarsi andare ad un'attività fine a se stessa, lontano dai problemi quotidiani che richiedono prevalentemente calcolo e ragionevolezza.
Ci si dedica solo a se stessi, condividendo un luogo particolare e un tempo con altre persone diverse per età e condizione, nel totale rispetto di tutti.
Per tutti, la praticienne risolve i problemi pratici legati all'uso del pennello e del colore, intreccia una discreta relazione con ognuno e quando è necessario, stimola la continuità e il procedere del lavoro che si è intrapreso.
Ella veglia affinché tutti possano trovarsi privi di ostacoli e in una condizione di benessere.
Chiunque può finalmente sentirsi il protagonista di un'esperienza diretta, non solo uno spettatore.