1 - Innanzitutto, si apprende l'uso dei pennelli e dei colori in modo da essere soddisfatti del proprio lavoro, ad essere accurati ed esigenti, ad acquisire una padronanza del proprio corpo. Dipingere senza modelli da seguire, senza timore di essere giudicati, senza traguardi da raggiungere dona piacere e al contempo permette di acquisire sicurezza in se stessi. Autonomia, concentrazione, rispetto delle regole e degli altri sono gli aspetti personali che in modo naturale vengono consolidati.
2 - Il lavoro della praticienne è quello di rendere possibile e agevolare il gioco del dipingere. Discreta e attenta, la praticienne risolve tutti quei problemi pratici che ostacolano l'attività di pittura: la goccia che cola, un nuovo colore da preparare, la quantità eccessiva di colore sul pennello o un pennello troppo pieno d'acqua... Creando una relazione di rispetto e di fiducia, mette i partecipanti di questo gioco unico nelle condizioni di padroneggiare al meglio gli strumenti per trovare soddisfazione in ciò che si fa. 3 - Nell'Atelier ognuno afferma se stesso nel rispetto degli altri, non contro gli altri. Un gruppo di età diverse è stimolante e impedisce la competizione poiché non può esserci confronto con chi non ci assomiglia. 4 - Normalmente i lavori vengono mostrati ai genitori a fine anno su appuntamento, senza la presenza del bambino. Non è mai possibile assistere ad una seduta perché quello è un momento che non prevede spettatori, in cui il bambino deve sentirsi libero di esprimersi. 5 - No, nell'Atelier non si fa arteterapia. Tuttavia frequentare un Atelier di educazione creativa può essere utile per prevenire una terapia. Dipingere liberamente aiuta a ritrovare il proprio equilibrio e questo è benefico per tutti, sempre. 6 - Solo con una frequenza costante ci si immerge nell'atmosfera dell'Atelier, ritrovando equilibrio ed entusiasmo. La familiarità con il luogo, con il gruppo che dipinge, con la <i>praticienne</i> è necessaria per potersi esprimere liberamente. 7 - L'Atelier è un luogo in cui ciascuno ha la possibilità di essere se stesso. Per qualcuno è bene che questa rimanga un'esperienza privata, per altri sarà una gioia condividerla con fratelli, figli o genitori. Un colloquio preventivo con la <i>praticienne</i> aiuterà il genitore a decidere se iscrivere due fratelli alla stessa seduta o se frequentare l'Atelier insieme al proprio bambino. 8 - Il tempo e il ritmo dell'attività di pittura sono personali. Possono variare da individuo a individuo in relazione all'età , ma anche allo stato di benessere della persona. Per questo l'Atelier è un luogo accogliente, attrezzato in modo adatto, dove chi è stanco e smette di dipingere può leggere un libro o rilassarsi in attesa dei genitori. 9 - No, non sono necessarie capacità pregresse perché l'atto spontaneo di tracciare è insito in ciascuno. La pittura libera è accessibile a tutti in qualsiasi momento della vita. 10 - Dipingere in un Atelier di educazione creativa si distingue radicalmente tanto dall'attività artistica tradizionale quanto dall'insegnamento del disegno. Non viene infatti proposto alcun tema né vengono date indicazioni circa i contenuti, i colori o le dimensioni del dipinto. Solo il corretto uso degli strumenti è preso in considerazione, perché imparare a impugnare il pennello e a dosare la tempera consente a chi dipinge di essere soddisfatto del proprio lavoro. Sicuramente frequentare un Atelier di educazione creativa migliora la manualità fine, ma i benefici riguardano tutta la persona. 11 - Per salvaguardare la libertà di espressione i dipinti di ognuno vengono classificati in ordine cronologico, archiviati e conservati presso l'Atelier. I bambini stessi normalmente non desiderano portare via il proprio dipinto. I dipinti rimangono in quel luogo adatto, così come i castelli di sabbia rimangono sulla spiaggia, perché è lì che si gioca. 12 - No, negli Atelier di educazione creativa l'espressione si dispiega proprio perché si dipinge solo per se stessi, lontano dalle aspettative e dai giudizi estetici degli altri. 13 - L'arte appartiene agli artisti, dipingere liberamente è un gioco che tutti possono fare. L'arte nasce da una vocazione, il gioco del dipingere non richiede alcun dono. L'arte implica un pubblico, il gioco del dipingere avviene in un luogo protetto dallo sguardo e dalle aspettative degli altri. L'arte ha come scopo la produzione di un'opera, il gioco del dipingere non ha altri scopi se non la liberazione dell'atto spontaneo di tracciare. L'arte intende veicolare un messaggio, il gioco del dipingere non serve per comunicare ma per donare a chi lo pratica un immenso piacere. 14 - Le jeu de peindre (il gioco del dipingere) è stato ideato a Parigi a partire dagli anni '50 dal pedagogo francese Arno Stern. Dal 1987 l'IRSE fondato e diretto da Arno Stern propone corsi di formazione per praticien (colui che conduce un atelier in cui si pratica il gioco del dipingere). Ci sono atelier ispirati al jeu de peindre di Arno Stern in molti paesi europei, fra cui l'Italia.