IL GIOCO DEL DIPINGERE • CLOSLIEU

Closlieu

Uno spazio dove non devi dimostrare di essere capace.

A volte non scopriamo quello che sappiamo fare perché abbiamo imparato troppo presto a chiederci se lo stiamo facendo bene.

Il Closlieu non insegna a dipingere.
Crea le condizioni perché ciascuno possa fare esperienza della propria espressione senza doverla confrontare con quella degli altri.

LASCIARE FUORI IL GIUDIZIO

Quella domanda, per un po’ può restare fuori dalla porta

Qui bambini, ragazzi e adulti dipingono senza un modello da seguire, senza un risultato da raggiungere e senza che ciò che nasce sul foglio venga interpretato, corretto, approvato o criticato.

Viene semplicemente accolto

Ed è proprio quando lo sguardo degli altri smette di dirci che cosa dovrebbe essere un gesto, che possiamo cominciare a scoprire che cosa succede quando quel gesto è davvero nostro.

  • Una scelta inattesa.
  • Un colore che continua a tornare.
  • Una sicurezza che cresce.
  • Una capacità che non pensavamo di avere.

Il messaggio che attraversa tutto ciò che accade qui è semplice:

Tu sei adeguato.

Non perché qualcuno lo abbia deciso per te.
Ma perché, per una volta, non hai bisogno dell’approvazione di nessuno per continuare a fare ciò che stai facendo.

01. IL Closlieu

Il Gioco del Dipingere

Il Closlieu è uno spazio ideato dall’educatore e semiologo franco-tedesco Arno Stern per accogliere quello che definì Il Gioco del Dipingere.

Non è una lezione di pittura e non è un laboratorio nel quale imparare tecniche artistiche.

Si entra, si prende un pennello, si sceglie un colore e si comincia a tracciare.

All’interno del Closlieu esiste un rituale preciso: il pennello viene tenuto con cura, intinto prima nell’acqua e poi nel colore, si utilizza un colore per volta e, soprattutto, non si giudica il proprio dipinto né quello degli altri.

Può sembrare un dettaglio.
In realtà cambia completamente l’esperienza.

Perché quando non esistono un modello da imitare, un voto, un confronto o qualcuno da soddisfare, il gesto può progressivamente liberarsi dalla domanda:

«Lo sto facendo bene?»

E lasciare spazio a un’altra possibilità:

«Cosa succede se continuo?»

02. REGOLE E LIBERTÀ

Libertà, ma dentro
uno spazio preciso

Nel Closlieu libertà
non significa assenza di regole.

È proprio l’esistenza di un ambiente protetto e di un rituale condiviso a permettere a ciascuno di esprimersi liberamente accanto agli altri.

Bambini e adulti dipingono insieme, ognuno seguendo il proprio gesto, senza competizione.

Si può essere profondamente sé stessi senza occupare lo spazio dell’altro.

È una piccola società nella quale convivono:

Regole e libertà, individualità e relazione.

E dove anche il rapporto tra adulto e bambino può assumere una forma diversa: non più fondato sulla valutazione e sul rendimento, ma sull’ascolto e sul rispetto di ciò che sta emergendo.

03. REGOLE E LIBERTà

Il ruolo del Praticien

Nel Closlieu chi conduce l’esperienza viene chiamato Praticien.
Ed è importante capire soprattutto ciò che il Praticien non fa.

❌ Non insegna come dipingere.

❌ Non corregge.

❌ Non interpreta ciò che compare sul foglio.

❌ Non stabilisce se qualcosa è bello oppure brutto.

Il suo compito è servire il Gioco del Dipingere e custodire le condizioni che permettono a ciascuno di viverlo con libertà e fiducia.

È anche per questo che il Closlieu incontra così profondamente il mio modo di lavorare.

04. UNA TRACCIA PERSONALE

Quella domanda, per un po’ può restare fuori dalla porta

Un linguaggio che può manifestarsi senza essere condizionato dalla ricerca del risultato.

Osservando per molti anni bambini e adulti dipingere nel proprio atelier e durante i suoi viaggi tra popolazioni molto diverse – dall’Afghanistan al Niger, dal Messico alle Ande fino alla Nuova Guinea – Arno Stern individuò ricorrenze nel modo spontaneo di tracciare.

Chiamò questa manifestazione Formulazione.

Secondo la ricerca di Stern, la Formulazione non appartiene all’arte intesa come produzione di qualcosa destinato a essere mostrato o comunicato agli altri.

Nasce invece da un’espressione spontanea e personale, indipendente dai modelli esterni.

Stern individuò nel tempo un repertorio ricorrente di figure e segni e sviluppò, a partire da queste osservazioni, quella che chiamò Semiologia dell’Espressione.

Nel Closlieu vengono create le condizioni affinché questo linguaggio possa manifestarsi senza essere condizionato dalla ricerca del risultato o dall’approvazione esterna.
Ed è forse questo l’aspetto che più ci interessa:

Quando smettiamo di cercare il modello giusto,
possiamo cominciare a scoprire il nostro modo di lasciare una traccia.

PER OGNI Età

Un’esperienza dai 3 ai… 100 anni

Il Closlieu accoglie bambini, ragazzi e adulti.

Perché la necessità di esprimersi non appartiene soltanto all’infanzia.

Anche crescendo possiamo avere bisogno di uno spazio nel quale tornare a fare qualcosa senza dover essere bravi, produttivi o all’altezza delle aspettative.

Uno spazio nel quale il risultato conta meno dell’esperienza.

E nel quale, attraverso un gesto apparentemente semplice come lasciare una traccia su un foglio, possiamo magari sorprenderci di qualcosa che non sapevamo ancora di noi.

Inizio e luogo

Inizio il 6 ottobre
presso il Closlieu di Fattoria Casamia a Pescantina, Verona.

Materiali

Tutti i materiali sono forniti.

Età

Il percorso è aperto
dai 3 ai… 100 anni!